Il Programma

Figura 1. Schema del progetto VINDICTA.

AZIONE 1: RIPRODUZIONE VESPA SAMURAI

L’allevamento massale di T. japonicus ha come prerequisito essenziale l’utilizzo di elevati numeri di ovature di cimice asiatica come substrato, da cui la necessità di organizzare anche un allevamento massale di cimice. Per ottimizzare la produzione dell’ospite e la produzione del parassitoide, l’allevamento sarà mantenuto in condizioni di laboratorio che riproducano i parametri estivi di temperatura e fotoperiodo evitando così l’ingresso dell’insetto in diapausa riproduttiva invernale. In questo modo sarà garantita una produzione continua di uova, una parte delle quali sarà conservata in congelatore a -80°C per gli utilizzi successivi. Un continuo apporto di cimici selvatiche sarà ottenuto dal posizionamento di trappole commerciali e di quelle sviluppate durante il progetto, sfruttando soprattutto la fase di aggregazione pre-svernamento durante la quale entrambi i sessi dell’insetto sono particolarmente sensibili allo stimolo del feromone di aggregazione.

AZIONE 2: MONITORAGGIO CON TRAPPOLE INTEGRATE CON DSS

L’Azione 2 si pone l’obiettivo di predisporre un’accurata campagna di monitoraggi atti a controllare da un lato la presenza, l’abbondanza e la distribuzione spazio-temporale della cimice asiatica all’interno delle aree prescelte e dall’altro verificare l’eventuale presenza e grado di diffusione, in sostanza l’efficacia di parassitismo del suo antagonista naturale (T. japonicus), allevato nel corso dell’Azione 1, e rilasciato nel corso del programma di lanci dell’Azione 4. Nell’ottica di aumentare le performance di cattura dell’insetto in relazione anche ai tempi di gestione, manutenzione e raccolta delle informazioni verranno utilizzate trappole, sia commerciali sia prototipali che sfruttano differenti tecnologie e principi. Questo fornirà le prime utili indicazioni nel quadro più generale della gestione dell’insetto.

Al piano di monitoraggio verrà inoltre affiancato un quarto sistema di raccolta informazioni, BugsMAp, un applicativo informativo di “Citizen Science” sviluppato dai ricercatori di FEM che consente di segnalare e geolocalizzare la presenza della cimice asiatica.

AZIONE 3: ANALISI E POTENZIAMENTO DELLA BIODIVERSITA’ FUNZIONALE

L’azione 3 si propone di valutare in maniera quantitativa e qualitativa l’influenza della struttura del paesaggio agricolo sulla dispersione e sul comportamento di vita della vespa samurai Trissolcus japonicus e degli altri eventuali parassitoidi di uova di cimice asiatica presenti nell’area di studio, tra cui Trissolcus mitsukurii, rilevato nel 2019 presso la Cooperativa ARVAIA, nell’ambito del progetto di raccolta di ovature coordinato dal CREA-DC di Firenze.

Nello specifico, verranno cartografate le coltivazioni e gli habitat del contesto territoriale scelto presso le aziende agricole partner; verranno installate strisce fiorite perenni con miscele funzionali al foraging dei parassitoidi; verrà eseguita una survey spazio-temporale della fenologia delle principali fioriture dell’area considerata dallo studio; verrà condotta una elaborazione software di “landscape ecology” e modellazione della dispersione della vespa samurai con software open-source. Verrà poi condotto un survey fotografico non invasivo delle ovature di cimice asiatica per testare una modalità partecipata di raccolta dati; si effettuerà una analisi dell’interesse degli agricoltori partner verso le pratiche di potenziamento della biodiversità funzionale mediante questionario utile alla analisi SWOT (Azione 5).

AZIONE 4: LANCIO DELLA VESPA SAMURAI E RILIEVI SUL SUO INSEDIAMENTO

Obiettivo di questa azione è la verifica della possibilità di insediare T. japonicus, antagonista naturale della cimice asiatica H. halys, in ambienti agricoli emiliano-romagnoli e specificatamente in prossimità degli impianti frutticoli delle aziende coinvolte nel progetto. A tale scopo si provvederà al rilascio in ambiente idoneo, quindi dove è presumibile la presenza di uova di cimice, di un numero noto di esemplari di T. japonicus, allevati presso il Centro di riproduzione di FEM nel corso dell’Azione 1. Al fine di valutare la redistribuzione e l’impatto delle popolazioni di T. japonicus rilasciato, i siti prescelti saranno analizzati in fase di pre-rilascio pochi giorni prima del lancio dei parassitoidi seguendo un definito protocollo di analisi.

Ogni «lancio» sarà composto da provette con 100-500 femmine fecondate di T. japonicus e 10% di maschi, registrando opportunatamente sito, data e numero di esemplari. In totale si effettueranno almeno 18 lanci.

Per ottenere la massima efficacia dei lanci, quindi la maggior possibilità di insediamento di T. japonicus, questi avverranno all’interno di aree naturali, boschetti, siepi o comunque in zone con totale assenza di trattamenti, comprese le aree verdi adiacenti gli edifici, in cui T. japonicus possa trovare le migliori condizioni ambientali per la sua moltiplicazione (maggiore presenza di ovature di cimice) e diffusione spaziale.

I controlli post-rilascio verranno effettuati seguendo specifici protocolli operativi.

AZIONE 5: STUDI DI FATTIBILITA’ NECESSARI ALLA REALIZZAZIONE DEL PIANO

L’azione 5, svolta da Open Fields con il supporto delle aziende agricole, via via che il piano di gestione integrata prenderà corpo nelle sue modalità, permetterà di ottenere una definizione delle componenti della gestione integrata, con metodi, tempi, attrezzature necessarie (beni di investimento e beni di consumo, ore di lavoro, competenze); una definizione ex ante dei parametri di valutazione e monitoraggio, con predisposizione di schede di rilevazione degli stessi ed individuazione a) delle fasi del piano in cui le schede devono essere compilate; b) delle modalità di comunicazione, stoccaggio ed elaborazione dei dati; una definizione di competenze e ruoli (ruolo dell’agricoltore, attivazione di servizi); una definizione dei costi, con valutazione comparata rispetto ad altre alternative; una valutazione dei risultati potenziali, quantificata in termini di maggiori rese, minori perdite, minori scarti; una valutazione delle criticità, dei vincoli, e delle condizioni necessarie (geografiche, colturali, agronomiche, ecc.) affinché i risultati previsti dal Piano possano effettivamente esplicarsi.

Figura 2. Schema dell’analisi di fattibilità